Aronte chi?

Per Lucano (Pharsalia, I libro) egli era un potente indovino specializzato nella divinazione tramite le viscere di animali, il volo degli uccelli ed altri fenomeni naturali. Viveva probabilmente a Carrara e venne convocato a Roma poco prima della guerra civile tra Cesare e Pompeo per interpretare alcuni portentosi accadimenti: egli vaticinò sia la guerra  che la gloriosa vittoria di Cesare.


Dante riprese la sua figura per collocarlo nell'Inferno tra gli indovini nella quarta bolgia dell'ottavo cerchio dei fraudolenti.
Il poeta fiorentino attinse probabilmente ad un codice portante una citazione errata del testo di Lucano, ove l'aruspice veniva indicato come abitante di una città di Luni (in latino Lunae invece di Lucae) stranamente deserta: «Arruns incoluit desertae moenia Lunae». Dato invece che all'epoca di Aronte (I secolo a.C.) o in quella di Lucano (I secolo d.C.) la gloriosa città romana doveva senz'altro apparire nel suo massimo splendore, l'Alighieri sceglie di collocare l'indovino in una spelonca tra i bianchi marmi sopra Carrara, da dove poteva guardare sia il mare che le stelle.

"Aronta è quei ch’al ventre li s’atterga,
che ne’ monti di Luni, dove ronca
lo Carrarese, che di sotto alberga,
ebbe tra bianchi marmi la spelonca
per sua dimora; onde a guardar le stelle
e ’l mar non gli era la veduta tronca."

Inferno: Canto XX vv 45-52

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Da quel momento Aronte ha dato il nome molte iniziative sorte in terra apuana, a cominciare dal Bivacco Aronte (foto G. Trombetti),  il più vecchio sulle Apuane (l’inaugurazione avvenne il 18 maggio 1902 con la presenza di 46 persone tra cui Bozano, Quèsta e Figari), divenuto oggi il simbolo per la lotta della sopravvivenza di queste montagne...

...oppure alla rivista più letta nel primo dopoguerra...

...o ancora - e questo non lo sanno in tanti (noi sì grazie a Nicola Martignoni) - a un'acqua minerale (ma da terreni calcarei non sgorgano acque un po' pesanti?)...

E poi alberghi, strade, premi di poesia, autoscuole...

Finché nel 2002 siamo arrivati noi...

...e quindi "Bottega", luogo dove s’intrecciano situazioni tra persone interdipendenti. Nella bottega rinascimentale convivevano clienti, maestranze salariate, ingegneri, artisti in erba e artisti ospiti – un’orchestra dove ognuno poteva dare un contributo condividendo la propria esperienza con e per gli altri.

E "Aronte"... va beh, quello lo abbiamo capito...