Filippo Tenderini

Farina e acqua quanta ne prende

La buona cucina di mamma Augusta tra “erbi”, taglierini e crostate


Società Editrice Apuana srl, 2022
Formato: 16x19
Pagine: 144 - Lingua: Italiano

Nuovo

L’Italia non ha rivali quando si parla di cucina e non avrebbe potuto essere altrimenti.
Bagnata dal mare, baciata dal sole, offre se stessa nei monti e nelle pianure che la disegnano, nella voglia di innovare e, soprattutto, nell’apparecchiare la tavola.

Questo breve scritto è dedicato a mia madre, una persona speciale, e a tutte le sue commilitone che hanno fatto e fanno parte di questo esercito di nonne, mamme e zie che con i loro manicaretti ci hanno deliziato fin da quando eravamo bambini.

Dal pane con il burro e zucchero alle lasagne al forno passando dalla carne fritta e dai panzerotti, ci hanno eletto eredi delle loro ricette per poterle riproporre, rivisitare, abitandone i ricordi.

Mi piacerebbe che trovasse il suo posto nella biblioteca virtuale che li contiene tutti, fiducioso che il custode di questa preziosa collezione sappia prendersene la dovuta cura.

Oggi purtroppo non può cucinare più, ci è stata portata via di recente in seguito ad un inesorabile attacco alla sua salute, ma non senza prima lasciarci in ricordo un quadernetto, dove con più o meno precisione, fra macchie d’olio e marmellata ha diligentemente annotato nel corso degli anni una serie di ricette. Hanno accompagnato la nostra vita e ancora oggi ci allietano.
Per evitare quindi che andassero perse, da quella mattina ho iniziato a riscriverle per bene mantenendo l’ordine in cui erano state annotate e condendo il tutto con alcuni ricordi ed aneddoti degli anni passati assieme in cucina nonché in giro per la città a far la spesa.
Il desiderio di rendere tangibile il ricordo di mia madre, faceva spesso capolino nella mia testa, in primis per le sue nipotine, le mie figlie, che purtroppo si sono potute godere poco sia lei che le sue prelibatezze.
Diligentemente riposto in un cassetto in sala da pranzo, con le righe grandi e la tabellina pitagorica alla fine, tipo quelli che usavamo da bambini il primo giorno di scuola, il quadernetto è da sempre stato un punto di riferimento per tutta la famiglia.
Alla stesura di questo diario di bordo, oltre a lei, abbiamo contribuito tutti. In ordine di apparizione ci sono gli appunti di mia sorella Diana, di Monica ed i miei (soprattutto per i dolci!), senza peraltro levare il piacere di qualche cameo anche a mio padre, sia per le ricette che adorava (come lo zabaione) che per annotazioni e/o correzioni agli appunti di mia mamma (quando sottolineava di fare più pasta o più condimento per certi piatti).
Scorrendolo, si passa da alcune annotazioni dettagliate, ad altre solo abbozzate, con in mezzo qualche ritaglio di giornale e riviste del tempo che di solito portava mio padre di ritorno dalle sue incursioni di lavoro fra Toscana e Liguria. D’altronde alla mamma bastava solo un incipit, il resto era lei e solo lei che sapeva come fare.
Tante altre non ci sono proprio. Le sapeva a memoria e le faceva ad occhi chiusi.
Di queste ho provato a ricordarne alcune e nel ricostruirle spero di non avere deviato troppo dalla ricetta originale, né di aver fatto un torto alla sua versione ufficiale, ma devono solo essere un ricordo.
Certo è che la tecnica del “pizzico di sale”, della “farina e acqua quanta ne prende”, del “burro quanto basta” che la contraddistingueva non ha aiutato, però almeno ci ho provato.

Filippo Tenderini

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